Gesicherte Steige in der Umgebung des Schutzhauses


Bilder: Aussicht von der Spitze des Cime Castrein. (Bild: C. Martucci) CATENA DEL CANIN 2587 m MONTE CREGNEDUL 2351 m PUNTA PLAGNIS 2411 m CIME CASTREIN 2502 m JÔF DI MONTASIO 2753 m
Bilder: Aussicht von der Spitze des Cime Castrein. (Bild: C. Martucci))
CIME DE LIS CODIS 2380 m JÔF FUART 2666 m CIME CASTREIN 2502 m MADRI DEI CAMOSCI 2518 m CIMA DEL VALLONE 2368 m FORCELLA DEL VALLONE 2180 m MANGART 2677 m FONZI  FORCELLA MOSE 2271 m CIMA DI RIOFREDDO 2507 m

Vom Schutzhaus aus starten sternenförmig drei gesicherte Klettersteige („via ferrata“) auf die umgebenden Berggruppen. Zwei davon sind sind lang und schwer, einer sozusagen kurz und „frappant“. Die „via ferrata“ genannten gesicherten Klettersteige führen meistens über steile oder senkrecht abfallende Felswände und scharfe Bergrücken, sowie über für die Umgebung charakteristische sehr exponierte Strecken. Sie erfordern sicheren Tritt, klaren Kopf und Schwindelfreiheit. Ein großer Teil der Klettersteige wurde zur Zeit des 1. Weltkrieges errichtet, die über einstige Kriegspfade führen und dabei mehrmals durch Kriedgskavernen (Tunnel) gehen. Herrliche, ein Leben lang unvergessliche Erlebnisse sind der Lohn auf diesen Kletterstrecken mit fantastischen Aussichten. Und wenn wir aufmerksam und still sind, dann können wir Einblick in die mitreißende Welt des Zaubergartens von Dr. Julius Kugy gewinnen und seine unwahrscheinlich reiche Tier- und Pflanzenwelt kennen lernen. Alles was wir brauchen sind eine entsprechende Ausrüstung und diszipliniertes Verhalten. So können wir in Sicherheit die für ein Privileg der Profi-Alpinisten und –Felskletterer gehaltenen Augenblicke erleben!

Gesicherter Klettersteig “Anita Goitan”:

Zugang:

Vom Schutzhaus eine Stunde bis zum Anschlusspunkt Forcella di Riofreddo.

Bewältigungszeit:

6-7 Std. bei Rückkehr ins Schutzhaus.

Schwierigkeitsgrad:

Langes und ermüdendes Unterfangen, sehr exponiert, die strapaziösten Abschnitte gesichert. Unterbrechungen an mehreren Abzweigungen möglich.

La ferrata si sviluppa sopra al Rifugio G.Corsi, sul semicerchio di pungenti guglie meridionali del gruppo dello Jôf Fuart. Parte dalla Forcella di Riofreddo fino ad arrivare alla Forcella Lavinal dell'Orso, essa costituisce la logica prosecuzione del sentiero Ceria Merlone. Si percorre cenge spettacolari, paurosi spiragli che incombono nel vuoto ombroso e selvaggio. Coincide con la "Cengia degli Dei" situata a Nord, ad un'altezza che si aggira tra i 2100 e 2300 metri. Ha uno sviluppo di 4500 metri circa, da sotto lo Jôf Fuart il sentiero percorre le linee di trincea dell' impero austro-ungarico, dove sia nella Forcella Mosè sia subito sotto la Cime Castrein, si possono apprezzare le rovine delle teleferiche di guerra. La ferrata è stata terminata nel 1973 e dedicata alla memoria di Anita Goitan, alpinista e sciatrice triestina. Le Guide Alpine hanno appena sostituito tutti i cavi della ferrata, rendendola sicura in tutte le sue parti.


Red: Anita Goitan via ferrata , part. Blue: Jóf Fuart, traditional trail (foto Sirotich D.)


Ferrata Anita Goitan, sullo sfondo il Rifugio Guido Corsi e le malghe del Grantagar. (foto Geller T.)

Ferrata Anita Goitan, sullo sfondo la catena del Canin. (foto Geller T.)

Ferrata Anita Goitan, sullo sfondo l'Innominata. (foto Geller T.)

Sentiero attrezzato Ceria Merlone:

Avvicinamento:

Dal Rifugio G. Corsi 45 minuti fino all'attacco della via, nella Forcella Lavinal dell'Orso

Tempi di percorrenza:

6-7 ore fino al rifugio G. Di Brazzà

Difficoltà:

L'itinerario è lungo e faticoso, cenge esposte e filo di cresta, i tratti più impegnativi sono attrezzati, possibilità di interrompere la via in vari punti.

Si sviluppa per circa quattro chilometri lungo la cresta principale del gruppo del Montasio, dalla Forcella Lavinal dell'Orso alla Forca di Terra Rossa. Il percorso eccezionalmente aereo si mantiene ad una quota superiore ai duemila metri, fino ad oggi è considerato tra i sentieri paesaggisticamente più remunerativi dell'arco alpino. Notevolmente interessante il valore storico della via infatti, durante la Grande Guerra, per ben due anni, gli Alpini hanno presidiato la cresta per fronteggiare la vicina linea austriaca, posta sul groppo dello Jôf Fuart. La ferrata è stata inaugurata nel 1971 dal Battaglione Alpini Cividale, hanno voluto ricordare i disumani sacrifici consumati su questi crinali, esposti al gelo,alle intemperie, all'isolamento per molti mesi l'anno. Nell'intento di mantenere le caratteristiche sono stati usati molti ancoraggi dell'epoca ancora resistenti. E' stata dedicata alla memoria degli alpinisti triestini Celestino Ceria e Ruggero Merlone, precipitati insieme il 1 agosto 1965 dalla cresta somitale del Monte Rosa.


In rosso la ferrata Ceria Merlone foto scattata dalla pista di sci del Canin. (foto Grio g.)

Sullo sfondo parte della via ferrata Ceria Merlone foto scattata dalla pista di sci del Canin. (foto Coslovich S.)

Ferrata Ceria Merlone, sullo sfondo lo Jôf Fuart e le Cime Castrein. (foto Coslovich S.)

Ferrata Ceria Merlone, sullo sfondo la catena del Canin e sotto Sella Nevea. (foto Coslovich S.)

Sentiero del centenario:

Avvicinamento:

Dal Rifugio G.Corsi fino all'attacco della via, nella Forcella Vallone 45 minuti

Tempi di percorrenza:

4-5 ore ritornando al Rifugio G.Corsi

Difficoltà:

L'itinerario è interessante, vario e ottimamente attrezzato, indispensabile avere con se la luce per il tratto della galleria iniziale.

Questa via ferrata si sviluppa lungo le creste dentate delle Cime Piccole di Riobianco ( 2206 m ).Parte dalla Forcella del Vallone in una galleria militare scavata nella roccia, e arriva alla Forcella Alta di Riobianco. Il percorso non è particolarmente impegnativo, ma molto remunerativo, esso si svolge parzialmente lungo le fortificazioni della prima guerra mondiale. Costruito dal C.A.I. di Gorizia nella ricorrenza del centanario della sezione.


Al centro Forcella del Vallone, in tratteggio rosso il tunnel di guerra, della ferrata del Centenario. (foto Martucci C.)

Ferrata del Centenario. (foto Coslovich S.)