PER ARRIVARE AL RIFUGIO G. CORSI


Base di partenza per tutte le escursioni sono Sella Nevea o Tarvisio


Come si raggiunge la località di Sella Nevea partendo da Udine:

Prendere l'autostrada A23 in direzione Tarvisio - Austria; uscire al casello di Carnia -Tolmezzo e proseguire per la statale 13 in direzione Tarvisio. Giunti alla frazione di Chiusaforte svoltare a destra sul ponte del fiume Fella per immergersi sulla strada locale, di 18 Km, che da Chiusaforte vi porterà a Sella Nevea attraversando meravigliosi paesaggi ancora incontaminati della Val Raccolana.



I SENTIERI

Otto sono i principali sentieri che portano al rifugio, di diversa difficoltà, durata e bellezza. Qualunque sia la scelta, non sarete esentati da una buona dose di fatica per raggiungere la meta finale, ma questo – si sa – fa parte del gioco: per ottenere ciò che si desidera, spesso e volentieri bisogna “ sudarsele “ e questo sembra proprio essere il caso giusto !!!!!


A tutti quelli che avessero deciso di venire da noi al Rifugio per la prima volta, oltre che a darvi il nostro più caloroso benvenuto, ci permettiamo di consigliarvi quale secondo noi sia la via più affascinante: si tratta del facile sentiero n° 625 che parte da Sella Nevea, il quale vi permetterà di godere non solo del panorama mozzafiato ma anche di frequenti incontri con branchi di stambecchi e camosci.

Avvertenze e consigli

Pur apparendoci superfluo,è meglio ricordare, che la montagna va affrontata con predisposizione d'animo, preparazione e profondo rispetto. Per questo è doveroso raccomandare all'escursionista meno esperto di curare in particolare modo la preparazione fisica prima di affrontare un percorso al­pino. Di equipaggiarsi convenientemente in modo da poter far fronte alle diverse difficoltà impreviste che possono in qualunque momento sorgere. Di valutare le proprie capacità ed i propri limiti in modo da non mettere in pericolo la propria incolumità e quella di chi vi è vicino.



segnavia N° 625 da SELLA NEVEA


DIFFICOLTA':
Percorso turistico, richiedono una certa conoscenza dell'ambiente e una preparazione fisica alla camminata

TEMPI:
2.45 - 3.00 ore

DISLIVELLO:
in salita 847 metri : in discesa 148 metri

L'imbocco del sentiero è situato dietro la recinzione della casermetta della Guardia di Finanza di Sella Nevea (1175 m) a fianco del Condominio Bila Pec. Si entra in un magnifico bosco di abeti, attraverso il quale si sale con moderata pendenza per una mulattiera molto agevole. Dopo circa 30-45 minuti si esce in terreno aperto poco prima delle Casere Cregnedul, che si lasciano sulla sinistra. Qui si giunge in una carrareccia dall'Altopiano del Montasio, che passa per le Casere Parte di Mezzo e le Casere Larice (segnavia N°624 ) con splendida vista sulla catena del Canin. La mulattiera risale l'ampio vallone erboso e giunge ad alcuni ruderi di guerra(1610 m). Si continua verso destra e poi con dolce salita si aggirano le pendici del monte fino ad oltrepassare un costone, ed entrare nell'ampio Vallone di Cregnedul. Una serie di ampie serpentine porta al Passo degli Scalini («I S'cialins» - 2022 m). Si apre il panorama stupendo verso il Gruppo del Jóf Fuart,mentre più a destra spicca il maestoso Mangart. Dal Passo si scende brevemente attraversando orizzontalmente il vallone (Lis Plagnis) che scende dalla Forcella Lavinal dell'Orso. Lasciare a destra ( segnavia n° 628 ) la mulattiera che sale dalla Malga Grant Agar e attraversare le cenge sotto la Parete delle Gocce e lo spigolo dell'Ago di Villaco, per arrivare così al Rifugio Guido Corsi (1874 m)

segnavia N° 628 dal RIO GRANTAGAR

DIFFICOLTA':
Percorso turistico, richiedono una certa conoscenza dell'ambiente e una preparazione fisica alla camminata

TEMPI:
2.30 - 2.45 ore

DISLIVELLO:
850 metri

Nella Valle Rio del Lago, sulla strada che va da Sella Nevea verso Cave del Predil (circa 3 Km) , a 50 m prima del ponte sul Rio Torto,sulla sinistra inizia il sentiero.Si parte dai resti di una polveriera situata a 1016 m, per circa 1.20 ore si percorre nel bosco una strada forestale (vietata agli automezzi civili), che sale fino alla Malga Grant Agar 1530 m. Là finalmente si apre il paesaggio e si vede il rifugio mentre a sinistra c'è la teleferica per il trasporto carichi al rifugio. Si prosegue sulla mulattiera che facilmente supera la bella conca soprastante; girare poi a destra passando sotto la nerastra Parete delle Gocce e ai piedi dell'Ago di Villaco e scendere infine al rifugio

ALTERNATIVE

Itinerario più breve, diretto e leggermente più impegnativo ( Sentiero dei Tedeschi )

Trenta metri dopo la stazione inferiore della teleferica si gira a desta (segnalato da una tabella CAI). Il sentiero prosegue in leggera discesa, fino a guadare due piccoli rii, poi sale tra i mughi e bosco misto aggirando sulla destra il promontorio dove sorge il rifugio. Si traversata una cengia poco esposta (facilitata da una corda metallica di 15 m).per entrare nel vallone, dove si incrocia il sentiero del Re di Sassonia (segnavia N°650). Qui il sentiero continua ripido con molti brevi tornanti per arrivare al rifugio.

segnavia N° 625 da CAVE DEL PREDIL

DIFFICOLTA':
Percorso turistico, richiedono una certa conoscenza dell'ambiente e una buona preparazione fisica alla camminata

TEMPI:
3.30 - 3.45 ore

DISLIVELLO:
in salita 1190 metri : in discesa 306 metri

Il sentiero parte dalla strada che va da Sella Nevea verso Cave del Predil (circa 6,5 Km), a destra dal ponte Rio Bianco, nella Valle Rio del Lago. Ci si incammina nella Valle di Riobianco, percorrendo in gran parte un bel bosco di faggi si fiancheggia il Rio fino ad attraversarlo su comodi sassi, Un paio di tornanti nel bosco e si arriva al EX Bivacco G. Brunner circa 1 ora (il bivacco è inagibile ). Si prosegue a fianco al Bivacco sulla destra, per uscire poco sopra dal bosco, si attraversa il torrente (ultima possibilità per rifornirsi d'acqua) e fra i mughi si arriva a un bivio. Si prende il sentiero di sinistra che con numerosi tornanti sale il vallone, mentre a destra il sentiero sale verso la Forcella di Riobianco (segnavia N°630). Arrivati all'altezza di una impalcatura di legno (una teleferica di guerra), attraversare a sinistra oltre le travi fino a giungere al Bivacco Cai Gorizia 1950 m (ore 1.15).Dal bivacco si continua (sempre segnavia N°625), percorrendo il sentiero detritico che ripidamente porta alla Forcella del Vallone (2180 m) (ore 0.40),si scende un piccolo tratto detritico poi su un comodo prato si arriva al rifugio.

segnavia N° 650 dal CANALE di TRINCEA

DIFFICOLTA':
Itinerario sconsigliato di notte e con carichi pesanti

TEMPI:
2.40 ore

DISLIVELLO:
885 metri

Dal paese di Cave del Predil si segue la strada per Sella Nevea fino ad oltrepassare il ponte sul Canale della Trincea (Schrägenbach); poco oltre, di fronte ad una baracca di boscaioli, si sale a destra nel bosco dove si trova una comoda mulattiera, che risale la faggeta a larghi tornanti. La mulattiera diventa più larga e meglio tracciata; appaiono in alto i torrioni marmorei della Cima Alta di Rio Bianco. Si attraversa un ruscello e lo si riattraversa poco più in alto, portandosi quasi alla selletta della Cima Pesce e risalendo quindi, sempre molto comodamente, il versante sud-orientale. Con una mezza costa la mulattiera si addentra verso il fondo dell'impluvio rovinata per pochi metri nei pressi di una caverna di guerra; nell'impluvio, a circa 1400 metri di quota, sbocca dalla destra il Sentiero del Re di Sassonia, proveniente dal Rifugio Brunner (segnavia 629). Ancora pochi tonanti e la mulattiera terminano alla celletta, disseminata di ruderi e di caverne di guerra. Qui giungeva lungo il Canale della Trincea la grande teleferica che saliva dalle retrovie austriache del fondovalle (Lager Weissenbach) e proseguiva per la Malga Grant Agar, l'ex Findenegg Hütte e la Forcella Mosè e su in alto alle posizioni di vetta sulle Cime Castrein e sul Jôf Fuart. Dalla selletta un sentiero sale tra i mughi e quindi traversa lungamente a mezzacosta, fra bellissimi alberi secolari, fino al selvaggio vallone che scende dalle Cime Piccole di Rio Bianco. Si scende ad attraversare il ruscello (neve fino ad estate inoltrata) e si risale sul versante opposto proseguendo lungo un pendio boscoso. Superato un altro impluvio incassato, si esce sul largo cengione spiovente che adduce alla conca rocciosa sottostante al rifugio, dove s'incontra il sentiero «diretto» che sale alla Malga Grant Agar. Per il bel tracciato intagliato nella roccia in una ventina di minuti si raggiunge il rifugio G. Corsi (m 1874).

segnavia N° 626 dal bivacco MAZZENI

DIFFICOLTA':
Percorso alpinistico, richiedono una certa conoscenza dell'ambiente e una buona preparazione fisica alla camminata

TEMPI:
4 ore

DISLIVELLO:
in salita 1134 metri : in discesa 264 metri

Dalla Malga Saisera con due ore di camminata il sentiero n° 616 porta al Bivacco Dario Mazzeni. Si prosegue verso est per il sentiero ( segnavia N°626 ) per immergersi nella selvaggia conca dell'alta Spragna, si sale un pendio per imboccare a sinistra un canale molto ripido incassato fra severe pareti che porta alla Forcella Lavinal dell'Orso ( 2138 m ) ( 1.20 ore ). Qui si incrocia la via attrezzata Ceria Merlone, scendere il vallone verso est in un comodo sentiero fino all'incrocio del sentiero ( segnavia N°625 ) proveniente dal Passo degli Scalini, girare a sinistra attraversano le cenge sotto la Parete delle Gocce e lo spigolo dell'Ago di Villaco, per arrivare così al Rifugio Guido Corsi( 1874 ) ( 40 minuti dalla forcella ).

segnavia N° 629 dal bivacco BRUNNER o (capanna di caccia del Re di Sassonia )

sentiero del RE DI SASSONIA

DIFFICOLTA':
Il percorso è adatto a escursionisti esperti, per il superamento di alcuni canali in continua erosione

TEMPI:
4.30 ore

DISLIVELLO:
874 metri

Il sentiero parte dalla strada che va da Sella Nevea verso Cave del Predil (circa 6,5 Km), a destra dal ponte Rio Bianco, nella Valle Rio del Lago. Ci si incammina nella Valle di Riobianco, percorrendo in gran parte un bel bosco di faggi si fiancheggia il Rio fino ad attraversarlo su comodi sassi, Un paio di tornanti nel bosco e si arriva al EX Bivacco G. Brunner ( circa 1 ora ) (il bivacco è inagibile ). Si gira a sinistra del Bivacco per il sentiero ( segnavia N°629 ), originariamente sentiero di caccia del Re di Sassonia. Si attraversa orizzontalmente i pendii della catena del Riobianco, poi un lungo continuo saliscendi ( funi metalliche ) in un contorno di numerose piccole cascate e laghetti, si attraversa alcune strette cenge attrezzate, fino a incrociare il sentiero ( segnavia N° 650 ).

segnavia N° 627 dal rifugio PELLARINI

sentiero attrezzato Giorgio Cavalieri

DIFFICOLTA':
richiede una certa esperianza alpinistica per i passaggi attrezzati in Forcella di Riofreddo

TEMPI:
4.30 ore

DISLIVELLO:
in salita 1373 metri : in discesa 306 metri

Con due ore di camminata il sentiero (segnavia N°616) porta al Dal rifugio Luigi Pellarini, da qui si percorre il sentiero (segnavia 627) chiamato Giorgio Cavalierie e si raggiunge in 30 minuti circa la Sella Carnizza. Questa depressione di cresta separa le Cime Vergini dalle Cime delle Rondini. Interessanti resti della Prima Guerra Mondiale sopra e non lontano dalla forcella. Dalla Forcella Carnizza s’apre alla vista la Valle di Riofreddo, una delle valli più belle delle Alpi Giulie Occidentali. Scendere per circa 80 metri (alcuni facili tratti esposti, cavo) e poi girare a destra passando sotto alle Cime Vergini per poi risalire lungo l’esteso ghiaione. vecchi segnali rossi indicano di tenere la destra ma il sentiero è stato modificato qualche anno fa Si consiglia di osservare dal basso la lontana Forcella di Riofreddo che si mostrerà come un marcato e evidenti intaglio a “V” . Ora dismessa! Salire seguendo tracce di sentiero e fare attenzione agli scarsi segnavia. ( i ghiaioni estesi, per loro stessa natura, sono mobili, non è facile tracciare , spesso, quindi, alcuni segnavia si sono allontanati diventando fuorvianti) . Raggiunta la base delle pareti l’ambiente si fa più severo. La forcella più vicina, sopra al punto dove ci troviamo, costituisce un passaggio dismesso ed alcuni “NO” sulle rocce indicano appunto di evitare di salirci. Il canale da risalire si trova alla nostra sinistra ed è visibile solo se traversiamo per ghiaie alla base delle pareti. Attenzione traccia insidiosa. In primavera e all’inizio dell’estate la grande quantità di neve presente nei canali rende indispensabili piccozza e ramponi. Raggiunta la stretta forcella l’ambiente inizia a cambiare, i versanti esposti al sole si fanno sentire. Scendere per rocce attrezzata alcune decine di metri, ora i segnavia sono evidenti. Percorrere una piccola gengia con cavo ed in breve ci si ricollega col vecchio sentiero 627. Mezzora o poco più di discesa e si raggiunge il Rifugio Corsi 1874 m. che è praticamente sempre visibile dall’alto.

dalla GOLA NORD-EST dello JÔF FUART

DIFFICOLTA':
risulta molto impegnetiva e obiettivamente anche pericolosa.tratti di arrampicata della difficolta ( II, III, III + )

TEMPI:
6.00-7.00 ore

DISLIVELLO:
in salita 1859 metri : in discesa 792 metri

Con due ore di camminata il sentiero (segnavia N°616) porta al rifugio Luigi Pellarini, proseguire in leggera salita per 45 minuti il medesimo segnavia verso la Sella Nabois, su di un grosso masso, posto a sinistra, ci sono le indicazioni "GOLA NE". Giriamo a sinistra in direzione del piccolo JÔf, qui il sentiero si alza a destra su un ripido nevaio, il passaggio è alquanto insidioso. Poi prosegue orizzontalmente lungo un sentiero stretto e esposto (attenti), ci arrampichiamo in un stretto e ripido camino, dove si trovano resti della prima guerra mondiale, dopo si allarga e si continua ad arrampicare fino alla base della gola. Spostarsi a destra della gola arrampicandosi su placche solide e levigate, dopo un tratto più ripido tramite una cengia ritornare nella gola. Un paio di brevi salti e si arriva al passaggio chiave dell'itinerario, un salto di circa 7 metri mal assicurato (non farebbe male avere un cordino per farsi sicura).Non è finita, un altro camino ci porta su delle lisce placche , spesso bagnate, (dove richiede nuovamente attenzione), per giungere in un tratto poco ripido dove la gola si allarga. Saliamo a sinistra e tramite delle cengette erbose arriviamo all'altezza della famigerata "CENGIA DEGLI DEI" di Julius Kugy, si prosegue a destra per 50 metri. Dopo un terrazzino si sale fino arrivare sulla cresta est dello JÔf Fuart, dove si incontra la via normale che porta in dieci minuti sulla vetta. Da qui in un’ora e mezza di ripide rocce si arriva al rifugio Guido Corsi.

GOLA NORD-EST GOLA NORD-EST GOLA NORD-EST GOLA NORD-EST GOLA NORD-EST GOLA NORD-EST

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