SENTIERI DI GUERRA VICINO AL RIFUGIO G. CORSI


Capanna Findenegg

Forcella Mos

Cime Castrein

Jf Fuart

Forcella del Vallone

Capanna del Re di Sassonia




Durante la prima guerra mondiale, le zone circostanti al rifugio, furono teatro di numerose e sanguinose battaglie, in quanto proprio la catena dello Jf Montasio e quella dello Jf Fuart costituivano la linea di confine tra il Regno d'Italia e l'Impero Austro-Ungarico. Per questo motivo si scorgono segni visibili della mostruosa guerra in tutte vie. I soldati oltre ad affrontare un nemico disposto a sacrificare la propria vita pur di conquistare un fazzoletto di terra, dovettero lottare per la sopravvivenza anche con la neve, il ghiaccio ed il vento che un inverno rigido come quello delle Alpi Giulie poteva offrire. La maggior parte delle vittime furono causate dalla cosiddetta morte bianca solo poche da effettivi scontri a fuoco.


Coll. Martucci c.

"Voglio invitare gli appassionati di montagna a trascorrere qualche ora in quel magnifico regno. Ancora oggi, si possono incontrare sui sentieri i resti delle postazioni militari della 1^ Guerra Mondiale (1915-1918). Viene spontaneo porsi alcune domande: com'era qui d'inverno? Come vivevano quass i soldati?"

Tratto dal libro "LA GUERRA NEL GRUPPO DELLO JF FUART" di Norbert Nau.




Le foto e le didascalie sotto riportate sono tratte dai libri:

"LA PRIMA GUERRA MONDIALE SUL FRONTE CARINZIANO" di Davide Tonazzi.

"LA GUERRA NEL GRUPPO DELLO JF FUART" di Norbert Nau.



Capanna Findenegg


Capanna Findenegg

Forcella Mos

Cime Castrein

Jf Fuart

Forcella del Vallone

Capanna del Re di Sassonia



Capanna Findenegg, distrutta durante la guerra, ora Rifugio Guido Corsi.

Posizione Findenegg-Rifugio Corsi (foto ing. Mally). Questa posizione era importantissima, la sua perdita significava che le Cime Castrein e lo Jf Fuart diventavano insostenibili. Era stata ricostruita e rinforzata, aveva unottima visuale ed era praticamente impossibile conquistarla. La posizione principale era situata ai piedi delle Cime Castrein. La Cima del Lago saluta da questa parte.

Trincee Austro-Ungarica, sul sentiero 625 a dieci minuti dal Rifugio Guido Corsi.(foto Geller T.)

Posto delle mitragliatrici della postazione Findenegg (foto ing. Mally). Questo posto offre oggi, escludendo certamente le mitragliatrici, la stessa visuale come quella foto.

Cimitero di guerra Findenegg (foto Milac). Questo piccolo cimitero sorgeva al centro della Carnizza Superiore nella Carinzia Settentrionale. Era posto in una posizione dalla quale si godeva di una bella visuale. Non durato allungo per, fu spazzato via dalla furia del tempo e delle valanghe e venne abbandonato. Oggi delle tombe, non rimane pi nulla.



Forcella Mos


Capanna Findenegg

Forcella Mos

Cime Castrein

Jf Fuart

Forcella del Vallone

Capanna del Re di Sassonia



La Sella Mos in estate (foto Zober). A sinistra le rocce delle Cime Castrein. Si vedono le scale che ne facilitavano l'accesso. La torre della sella, denominata brevemente "Mos", era dotata di caverne per il riparo delle munizioni e degli esplosivi. Sul davanti vedono le stazioni delle funivie.

Il "Mos" in inverno (foto Zobek). Se confrontata con la foto del "Mos" in estate ci si rende conto dell'altezza che raggiunse la neve.

Sguardo dall'alto delle Cime Castrein sulla Sella Mos (foto Zobek). Si vede l'inizio del sentiero che dal deposito portava alla terrazza dello Jf Fuart. Quanta vita c'era lass in tempo di guerra! Si pensi solo al trasporto del materiale per la capanna Scotti, della mitragliatrici all'ininterrotto rifornimento dei generi alimentari.

Inverno sulla Sella Mos (foto Zobek). Durante l'inverno il passaggio dalla sella al deposito, durante le bufere di neve, venne costruito un tunnel nella neve che seguiva all'incirca i fili del telefono.

Cerimonia funebre sotto Forcella Mos. Si seppelliscono i soldati Stiriani del Reggimento Landsturm n27, caduti durante i combattimenti dell'agosto 1915 sulle Cime Castein. Sullo sfondo il Campanile di Villacco. Oggi, il sentiero che dal Rifugio Corsi porta alla Forcella Mose, passa davanti al cimitero.



Cime Castrein


Capanna Findenegg

Forcella Mos

Cime Castrein

Jf Fuart

Forcella del Vallone

Capanna del Re di Sassonia




Le Cime Castrein che avevano una visuale molto ampia vennero fortificate e si meritavano il sopranome di "Imprendibili".

Postazione n1 sulle Cime Castrein in inverno (foto Zobek). Si vedono chiaramente i sentieri liberati dalla neve e le enormi chiazze scure formate con i rifiuti gettati dai ricoveri.

Per rendere pi veloci i rifornimenti e anche contro le bizzarrie del tempo, vennero installate delle funivie, le pi alte erano quelle di Cime Castrein. La costruzione di una funivia sull' Alta Madre dei Camosci, per altro iniziata, non venne mai ultimata.

Postazione n1 sulle Cime Castrein, posizionato sopra la sella (foto Zobek). Questa postazione aveva il compito di controllare il burrone attraverso il quale, senza difficolt, si arrivava alla Forcella Lavinal dell'Orso (terra di nessuno). Durante le bufere invernali il percorso durava giorni interi. Della piccola capanna, al giorno d'oggi, non vi rimasto nulla. Da l i ghiacciai del Monte Canin

La stazione della funivia sulle cime Castrein (foto Zobek). Precisamente sopra il valloncino della funivia spicca la Torre Spragna (Cima de lis Codis). La cresta del monte sale alla "Pagoda" dello Jf Fuart. La profondit del burrone della Sella Mos si pu ben immaginare.

Foto scattata dalla via ferrata Anita Goitan

Rifugio alla postazione n2 sulle Cime Castrein (foto Zobek).

Trincea dell'Impero Austro-Ungarico sulle cime Castrein, da notare al centro la caverna passante, fatta per alloggiare grossi calibri, mentre sulla destra incredibile scalinata scolpita nella pietra. Foto scattata dalla via ferrata Anita Goitan (foto Martucci C.).


Jf Fuart


Capanna Findenegg

Forcella Mos

Cime Castrein

Jf Fuart

Forcella del Vallone

Capanna del Re di Sassonia



Jf Fuart dalle Cime Castrein (foto Mietzl). Cos si presentava lo Jf Fuart quando lo guardavamo dalle Cime Castrein. La cresta verso sinistra conduce verso il posto di guardia "Burgruine" ed alla Torre Spragna (Cime de lis Codis), a destra la via per la Alta Madre dei Camosci. Sopra la grande terrazza di calcinacci, sotto alla cresta, a destra, la salita dalla Sella Mos alla cima. Ai piedi del burrone, al centro della foto, la postazione di guardia "Pagoda".


Il rudimentale rifugio sotto la vetta dello Jf Fuart prima della costruzione della "Scotti Htte" foto datata agosto 1916 (tratta dal libro "La Prima Guerra Mondiale sul Fronte Carinziano" di Davide Tonazzi)


Come si trova oggi il ricovero "Scotti Htte" sotto la vetta dello Jf Fuart, la caverna pi a destra aloggiava grossi calibri.

La "Scotti Htte". Fu costruita tra il settembre e l'ottobre del 1916, visto che la decisione di presidiare la cima dello Jf Fuart fu presa ai primi di settembre. Fu battezzata "Scotti Htte" in onore del comandante della 10 Armata Carl Scotti che visit il presidio il 10 ottobre del 1916. (tratta dal libro "La Prima Guerra Mondiale sul Fronte Carinziano" di Davide Tonazzi).


Lo Jf Fuart si dimostr un ottimo posto di osservazione. Giovani ufficiali rocciatori furono i primi che si insediarono sulla cresta riparandosi da quel clima polare, in tenda. Con molti sforzi e pazienza la cima venne minata, venne scavata una caverna e venne costruita una baracca, chiamata "Capanna Scotti" dal nome del comandante della 10^ armata: M.M. Scotti, non per adulazione, ma quale segno di profondo e devoto rispetto nei confronti del comandante d'armata.

Maresciallo di campo Scotti sullo Jf Fuart (foto Zobek). Da sinistra a destra: Dr.Kugy, sottotenente Klauer, maresciallo di campo Scotti, l'aiutante di campo del maresciallo, l'alfiere di artiglieria Payer.

L'incarico di proteggere la cima, c'era un impianto antifulmini, venne affidato al Dr. Benndorff dell'Universit di Graz che all'epoca era ufficiale di fanteria presso l'unit di Raibl (3 ottobre 1916).

Presso la capanna Scotti, 1917 (foto Zobek). Consigliere Provinciale Mller, il benemerito fondatore del museo degli alpini di Monaco, aveva ricevuto l'ordine, dai Club degli alpini, di visitare le postazioni alpine nel gruppo dello Jf Fuart. La sua guida era il Dr. Kugy. Prima riga da sinistra a destra: appuntato Dougan, alfiere Barton, sottotenente Zoberk, G.R. Mller, Dr. Kugy. Guardia diurna della capanna Scotti (foto Klauer). Come in questa capanna, posta a 2660 m., fosse abitata ci si pu ben immaginare. Vediamo la prima occupazione invernale 1916/1917 con i sui comandanti, il sottotenente Josef Klauer, soprannominato stambecco/Klauer, nel ripiano sottostante.

Cannone della cima dello Jf Fuart. Il piccolo del cannone da 75 mm., non poteva certo fare molti danni, la sua efficacia era solo morale. Con uno degli primi spari riusc a sbaragliare una posizione dei alpini nella parte sud del grande Jf di Miezegnot.

Vista dello Jf Fuart verso Ovest (foto Klauer). Rio Freddo, Alta Madre dei Camosci, Innominata, Cima di Rio Freddo, Cima Vallone, Cima Alta di Rio Bianco. Sopra le nubi il Mangart, il Jalovec e il Tricorno. Le valli fumavano. Che bello da queste alture.

La capanna Scotti ricoperta di neve (foto Zobek). Accadeva spesso che la capanna Scotti venisse liberata dopo molti sforzi. Con quanta gioia veniva salutato il sole. La foto venne fatta nei giorni di settembre 1917. Si noti l'impianto di parafulmini in alto.

Vista dalla cima dello Jf Fuart verso Sud-Est (foto 10^ armata). Una bellissima foto del nostro capitano Ahsbach ! Iniziando dall'angolo a sinistra possiamo vedere, dallo Jf Fuart, il pendio che sale alle Cime Castrein e davanti, al centro della foto, la cresta della cima principale. Al di l c' la cresta nemica. Davanti il sentiero che porta all'avamposto "Burgruine" e parti di questa postazione.

Per raggiungere la posizione del picchetto d'avamposto denominato "Burgruine" venne costruita una via di comunicazione dalla capanna Scotti attraverso la cima che, con una moderata pendenza passando sotto le creste e ben assicurata, conduceva allavamposto. Anche questa innocua via non era praticabile durante le bufere di neve.

Trincea Austro-Ungarica detta "Burgruine" sulla cima dello Jf Fuart, sullo sfondo Cima de Lis Codis e la catena dello Jf di Montasio. (foto Martucci C.)

Posto di osservazione della "Burgruine" (foto Zobek). questo era un magnifico punto di osservazione sulla terra di nessuno della Spragnia e si potevano osservare i sentieri di risalita sullo Jf Fuart a le Cime Castrein meglio che dalla stessa vetta.

In inverno la terrazza superiore dello Jf Fuart veniva attraversata, in direzione della Alta Madre dei Camosci, poco sotto le quinte (queste erano formazioni rocciose a gradoni che prendevano il nome della loro originale forma) ed in estate, molto pi in basso. Dalle quinte verso Ovest, si trovava un picchetto d'avamposto che si denominato "Pagoda", ed una caverna che serviva da rifugio. Questo sentiero, congiunto con quello proveniente da Findenegg (ora rif. Corsi), conduceva, attraverso la cresta, fino quasi alla capanna Scotti.

Foto scattata da sopra la via ferrata Anita Goitan

La terrazza dell'Ago dei Camosci nel gruppo delle Madri dei Camosci (foto Zobek). Questa ad Est della Torre dell'Alta Madre dei Camosci l'ideale di una piccola tacca nelle Alpi Giulie. Al centro saluta il Rombon.

Foto scattata dalla via ferrata Anita Goitan

La costruzione della via pi ardita era sicuramente quella attraverso il burrone Nord-Est sullo Jf Fuart (GOLA NORD-EST dello JF FUART). Con l'occupazione delle Cime Castrein, nell'autunno del 1915 da parte degli italiani, quella via rappresentava l'unico accesso alla cima dello Jf Fuart. Il trasporto del materiale era molto difficoltoso, si pensi che si dovevano far passare dei pali e delle assi di legno, lunghi dai 3 ai 5 metri, per gli angoli ed attraverso gli strapiombi dello Jf Fuart. Anche il trasporto dei pezzi di artiglieria ed i pali di acciaio per l'impianto di parafulmini, furono delle grandi imprese.


Forcella del Vallone


Capanna Findenegg

Forcella Mos

Cime Castrein

Jf Fuart

Forcella del Vallone

Capanna del Re di Sassonia



Sella Vallone: vicino alla prima baracca iniziava la grande galleria che si inoltrava nella roccia fino sotto il crinale. Oggi via ferrata del Centenario.


Postazione di artiglieria presso la Sella Vallone, si noti l'ardita passerella. Ora punto di partenza della via ferrata del Centenario.

Veduta dalla caverna del cannone della Sella Vallone sul Monte Canin (foto Zobek). Questo cannone, posizionato in un primo momento sulla sella, fu posto in caverna per maggiore sicurezza. Se pur con grande dispendio di munizioni, gli italiani non riuscirono a distruggerlo. Diede ottimi risultati sul Cragnedul e nel circondario di Sella Nevea. Ora via ferrata del Centenario.


Capanna del Re di Sassonia


Capanna Findenegg

Forcella Mos

Cime Castrein

Jf Fuart

Forcella del Vallone

Capanna del Re di Sassonia



La capanna del Re (foto Mietzl). Mentre le baracche del villaggio sono sparite, la capanna del Re, dall'estate del 1936, stata adibita a rifugio del Club Alpino Italiano e porta ancor oggi, il nome di un eroe di guerra italiano "Bivacco Brunner". Prima della guerra era un punto d'appoggio per giovani scalatori austriaci che per entrarvi, usavano il lucernaio dato che la porta era chiusa.

segnavia N 629 dal bivacco BRUNNER

segnavia N 625 da CAVE DEL PREDIL


Posizione della capanna del Re (foto Mietzl). All'uscita delle fosse del Rio Bianco, si estende attorno alla capanna di caccia del Re di Sassonia, un paese fatto di baracche denominato in breve "capanna del Re". Le rocce sulla destra si estendono verso la Cima Alta di Rio Bianco mentre a sinistra, scendono sulle fosse del Rio Bianco verso la valle di Rio del Lago.

segnavia N 625 da CAVE DEL PREDIL