LA GROTTA VICINO AL RIFUGIO G. CORSI

Commissione Grotte Eugenio Boegan


Nella catena dello Jôf Fuart è stata scoperta, fino a questo momento, solamente un grotta speleologica. Si tratta della Grotta di Forcella Vallone, per chi volesse visitare la medesima, il gestore mette a disposizione la teleferica per il trasporto dell'attrezzatura.


REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA

CATASTO REGIONALE DELLE GROTTE

Società Alpina delle Giulie - Commissione Grotte "E. Boegan"


GROTTA DI FORCELLA VALLONE N° CATASTO 4103/2325 FR


PROFONDITA':
122 metri

SVILUPPO:
125 metri

QUOTA D' INGRESSO:
2150 metri

POZZI INTERNI:
12;62;50.

NOTE:
possibili prosecuzioni

PRIMO RILIEVO:
Gruppo:Commissione Grotte "E. Boegan". Data:04/08/1982. Rilevatore: Umberto Mikolic

Mappa del riliero della Grotta di Forcella Vallone.CATASTO REGIONALE DELLE GROTTE.
Fonzi e Yeanette nel primo pozzo della Grotta di Forcella Vallone. (foto Grio G.)
ACCESSO:
l'ingresso di questa cavità si trova all'interno di una cavernetta artificiale situata sotto la parete Sud di Cima Vallone, ad una trentina di metri al di sotto della Forcella Vallone

DESCRIZIONE:
una galleria ascendente porta ad una stanzetta da cui parte un pozzo di 17m, caratterizzato da un ponte naturale all'imbocco. II pozzo, non molto largo, porta tramite un passaggio basso ad una piccola galleria. A questo punto si incontra un pozzo di 62 metri, che dopo un breve tratto si allarga raggiungendo dimensioni notevoli. Scesi 15 metri, in direzione Sud-Est parte un meandro che, dopo circa 20 metri, viene bloccato da una strettoia tra blocchi instabili, tra i quali si intravede una piccola sala. Alla base del pozzo la grotta si biforca: seguendo una china detritica si arriva ad un altro pozzo, di 50 metri, che raggiunge la massima profondità. Seguendo invece una comoda cengia, ci si immette in una galleria che conduce in una caverna il cui suolo è ricoperto di massi di crollo. Dalla frana fuoriesce una notevole corrente d'aria.
Direzione Regionale Pianificazione Territoriale
Articolo di Progressione n°22 pagina 46 - 47

Nel corso di una recente revisione catastale di alcune grotte è stata scoperta una prosecuzione nella Grotta di Forcella Vallone (2325 Fr). Il rilievo precedente mostrava l'ingresso costituito da una vecchia postazione militare austriaca, una cavernetta dì 3x2x3 metri, nella cui parte finale, si ha una galleria naturale di alcuni metri di lunghezza. Ultimamente alla fine di questa galleria si è scesi per un P.15 alla cui base giacciono resti di legname del periodo della Grande Guerra; si prosegue quindi per un passaggio basso che ben presto ridiventa comodo e porta ad un pozzo di circa 70 m, in questo punto su una delle pareti è stata rinvenuta un'iscrizione piuttosto vecchia e di incerta decifrazione. Il pozzo scende aprendosi a campana con un diametro finale di circa 10 m,finendo in una cavernetta dal pavimento imbutiforme dove esiste la continuazione del pozzo, continuazione che si è - valutata essere di ulteriori 6070 metri. Tale prosecuzione non è stata ancora esplorata a causa del forte stillicidio. Alla base del pozzo si è esplorato e rilevato comunque un interessante ramo, impostato su una faglia, che a tratti presenta delle cavernette e che termina alla base di un alto camino, il tutto per una lunghezza di circa 100 metri. Scendendo il pozzo sono state altresì notate due possibili prosecuzioni che esploreremo appena possibile. Desideriamo comunque ringraziare il gestore del rifugio Corsi, sig. Raimondo Sciarillo, per l'aiuto fornitoci nel trasporto del materiale dalla strada di fondo valle al rifugio stesso, cosa che ha alleviato non poco le nostre fatiche. Alessandro Tolusso
Articolo di Progressione n°34 pagina 25

Finalmente, dopo tanti tentativi, Max ed io riusciamo ad organizzare il giro per l'Abisso di Forcella Vallone. L'ultimo, in ordine di tempo, era programmato per il 5-6 Agosto 1995, ma un mio infortunio sul lavoro ci costrinse a rimandarlo in attesa di guarigione. Dopo due mesi di convalescenza non c'è test migliore di una puntatina per accertare il mio stato fisico, sempre con la speranza che le zone lasciate in sospeso ci riservino qualche cosa di buono. Si parte di buon mattino e dopo qualche ora siamo già a Sella Nevea dove, con grande stupore, vediamo il gruppo del Canin imbiancato. La situazione neve si fa ancor più chiara al Rifugio Corsi, dove il manto è di circa 5-10 cm e la temperatura di -5 °C, mentre in forcella la neve ha raggiunto i 30 cm se non di più nelle zone di accumulo. Sorrido ripensando alle notizie fornitemi da Maci la sera prima in sede che pressappoco mi disse: "Vanda che su xe neve! Ma tranquillo, non xe roba de Koflach e gnanca de salopet!!". Per fortuna non ho preso alla lettera i suddetti "avvisi ai naviganti" e sia Max che io ci siamo premuniti con l'attrezzatura invernale. Una piccola sosta al rifugio per sistemare l'attrezzatura ed informare il gestore Sciarillo sui nostri programmi esplorativi e poi subito l'avvicinamento. A passo sempre più spedito onde seminare dei brutti nuvoloni che instancabilmente ci seguono, giungiamo all'imbocco della grotta, riparandoci nella medesima caverna di guerra dove la stessa si apre; qui ci cambiamo, ci rifocilliamo e, dopo un po', si inizia la discesa. Scendiamo scattando qualche foto, rilevando tutto ed ovviamente controllando le possibili prosecuzioni; il primo punto lasciato precedentemente in sospeso è una diramazione laterale che va via via restringendosi fino a creare un meandro stretto con massi incastrati che ne impediscono un passaggio agevole e perdipiù con una parete marcia e crepata. Si tenta una piccola opera di ampliamento intravedendo una saletta con forte stillicidio, ma un'attenta valutazione e qualche sasso appoggiatosi dolcemente sulle nostre ossa ci ricorda che non sussistono le condizioni per operare in sicurezza e si decide, pertanto, di "mollare il colpo". Si continua procedendo all'arrampicata di un camino che, risultando infruttuosa, ci rimanda all'inseguimento del forte flusso d'aria che si perde in una caverna. Utilizziamo anche un fumogeno e, poco dopo, abbiamo l'amara risposta: la cavità continua sotto ad una china di materiale di crollo di notevoli dimensioni e lo scavo richiederebbe più tempo, uomini e mezzi dallo stile a dir poco FARAONICO! E con l'amaro in bocca si conclude anche questa piccola avventura; rimangono ancora delle cosette incompiute che naturalmente ci faranno ritornare nonostante che durante la discesa notturna sotto ad un cielo stellato, ma ancora con tanta neve, ci siamo lasciati alle spalle un "NO TORNEREMO PIÙ". Concludo con un caloroso ringraziamento a nome di Max e mio al gestore del Rifugio Corsi, il consocio Raimondo Sciarillo, per la grande ospitalità e collaborazione fornitaci durante le nostre esplorazioni. Un saluto a tutti e, alla prossima.... ....la storia infinita continua ancora! Adriano La Macchia Partecipanti: Adriano La Macchia (Croce Rossa) Massimiliano Fabi (Max)